VISITA AGLI SCAVI DELL’AREA AD FINES DI AVIGLIANA
AVIGLIANA – Appuntamento venerdƬ 19 luglio al pomeriggio a Drubiaglio, borgata Malano ad Avigliana. Cos’ĆØ l’archeologia pubblica? Come ĆØ organizzato e cosa si fa in uno scavo archeologico? Che mestiere fa poi l’archeologo? Ce lo racconta proprio lui dal vivo sui nuovi scavi archeologici di Ad Fines: la stazione doganale più famosa dell’arco alpino occidentale. SeguirĆ visita guidata all’area archeologica e poi tutti a mangiare e bere alla festa di Sant’Anna con la Famija ed Drubiaij. Per informazioni archeologia.aviglianese@gmail.com. Le visite guidate sono a cura dellāAssociazione archeologia aviglianese, che insieme alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti per la cittĆ metropolitana di Torino ha lavorato a un nuovo percorso che racconta in sette tappe la storia degli scavi e spiega che cosa sia laĀ Statio ad fines. SarĆ cosƬ inaugurato il percorso rinnovato con i pannelli realizzati grazie al sostegno del Comune e al lavoro di A3, congiuntamente con la Soprintendenza.
GLI SCAVI
Le strutture murarie individuate nella zona appartenevano ad edifici di uso pubblico e a luoghi di culto, come confermerebbero le epigrafi votive dedicate a numerose divinitĆ e una testa marmorea femminile riferibile a una statua di culto. I frammenti ceramici e le monete ritrovate indicano una vita dellāinsediamento lungo un notevole arco di tempo, almeno fino allāavanzata epoca tardo antica. Il sito di ad Fines, la stazione dove veniva riscossa la quadragesima Galliarum, fu individuato nel 1858 dal Padre cappuccino Placido Bacco. Lāidentificazione ĆØ stata possibile grazie alle epigrafi ritrovate con lāindicazione della Quadragesima Galliarum e dei fines Cottii. La parola finium si leggeva su un frammento, ma lāespressione FIN.COTT (Fines Cottii) era in due iscrizioni simili poste da un Pudens, āServus, SOC.PUBL XLā che aveva lāincarico di controscriba, o di tesoriere: uno schiavo della societĆ pubblicana per la quadragesima. Padre Bacco credette di riconoscere un unico ampio edificio quadrangolare di circa 40 metri per 80, diviso in cinque ambienti, con ingresso a nord. In realtĆ in tale area sono da distinguere fasi successive, ad esempio per la presenza di tombe tardo-antiche o medievali. Gli scavi ripresi nel 1987, in occasione dei sondaggi di accertamento previsti per il tracciato della Superstrada del FrĆ©jus, hanno restituito soltanto qualche sporadico frammento di ceramica e una struttura muraria ubicata allāinterno di un cortile della Borgata Ghetto-Malano.
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