Avigliana, Stazione Elettrica Terna: Mario Picciotto “No alla struttura in area agricola”

AVIGLIANA – La pianificata costruzione di una nuova stazione elettrica di smistamento da 16 Megawatt a Drubiaglio, essenziale per l’ammodernamento della linea ferroviaria RFI tra Avigliana e Borgone, ĆØ il fulcro di un acceso dibattito politico e ambientale ad Avigliana. L’opera, promossa da Terna, gestore della rete elettrica nazionale, ĆØ propedeutica all’alimentazione della futura sottostazione RFI nell’area commerciale ‘Passeggeri’ e rappresenta un’infrastruttura cruciale per il potenziamento del servizio ferroviario in Val Susa. Nonostante la sua rilevanza strategica, la scelta dell’area ha generato una netta opposizione in Consiglio comunale, capeggiata dal consigliere Mario Picciotto, presidente della commissione agricoltura. L’opposizione ha espresso forte preoccupazione per la gestione dell’iter e, soprattutto, per l’impatto sul territorio. La critica si concentra sulla potenziale perdita di terreni agricoli privati e sui rischi di compromissione del paesaggio, della sostenibilitĆ  ambientale e dell’equilibrio idrogeologico. La questione evidenzia la tensione ricorrente tra la necessitĆ  di sviluppare infrastrutture vitali per la modernizzazione e la sacrosanta esigenza di tutela del patrimonio agricolo e ambientale locale.

Avigliana e la Stazione Elettrica Terna

Di fronte al progetto preliminare di Terna, l’Amministrazione comunale di Avigliana ha rilasciato un “parere negativo” nell’ambito della conferenza dei servizi semplificata. La decisione non si limita a contestare la conformitĆ  urbanistica, ma esprime un diniego motivato dalla mancata compatibilitĆ  del progetto in termini di sostenibilitĆ  ambientale, paesaggistica e idrogeologica. Il Comune ha formalmente chiesto a Terna di individuare una nuova localizzazione, meno impattante rispetto all’area prescelta a Drubiaglio, che ricade su preziosi terreni agricoli destinati all’esproprio. Questa posizione chiara mira a proteggere l’identitĆ  rurale del territorio e a garantire che l’inevitabile sviluppo infrastrutturale avvenga con il minor sacrificio possibile per il tessuto economico e naturalistico locale. Nonostante l’importanza strategica dell’impianto, cruciale per la fornitura di energia (16 Megawatt) alla sottostazione RFI, l’iter autorizzativo si preannuncia lungo e complesso, richiedendo, in ogni caso, diversi anni prima dell’effettiva realizzazione della stazione elettrica.

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