Avigliana, perchè il comune non s’interessa dell’ex Casa del Popolo? Roccotelli ha delle proposte Il gruppo consigliare Avigliana Viva pronto ad un’azione pubblica

AVIGLIANA – “VENDESI” sono le sette lettere in bella mostra sulla facciata dell’ex Casa del Fascio che si affaccia su Piazza del Popolo al numero 1. Come scritto dal nostro giornale l’edificio è ora in vendita.

Molte richieste d’informazioni sono arrivate in redazione e non solo tant’è che il rappresentante del gruppo consigliare Avigliana Viva, Angelo Roccotelli, spiega: “Abbiamo raccolto, nei giorni scorsi, i pensieri di una cospicua parte di concittadini in merito alla messa in vendita dell’ex casa Littorio. L’edificio è nato in un periodo storico cupo e tetro per la nostra nazione ma, col passar del tempo, ha avuto modo di riscattar i suoi tristi trascorsi, sia come prima scuola media aviglianese, dal 1945 in poi, che in tempi più recenti in quanto sede della locale stazione della Guardia di Finanza. Le preoccupazioni nascono dal timore che, lo stabile, diventi frutto di un ennesima speculazione immobiliare che ne stravolgerebbe la storicità estrapolandolo dal contesto cittadino. La speranza manifestataci è che l’immobile possa rimanere in mani pubbliche attraverso la sua acquisizione da parte della comunità; e che esso possa esser fruibile dalla cittadinanza in diversi modi, per esempio come luogo di aggregazione giovanile, sede del comando Vigili Urbani, o come sede per spazi museali“.

Le idee non mancano e il gruppo consigliare si propone di sottoporle agli enti competenti speranzosi di aver un riscontro positivo. “Confidiamo nella lungimiranza dell’amministrazione– conclude Roccotelli – certi che si possa intravvedere in questa iniziativa un progetto di grande respiro e di grosse potenzialità per lo sviluppo socio culturale cittadino. La filosofia perseguita finora dal nostro gruppo, Avigliana Viva, non è creare sterili polemiche o porre il “cappello” su iniziativa varie, ma dar voce alle richieste della cittadinanza”.

Questo sarà un latro tema, dopo quello rappresentato da un Comitato sulla privatizzazione della biblioteca, che verrà, nei prossimi mesi lungamente dibattuto sia a livello politico che nelle piazze.