TORINO – Ć una giornata di festa per il ciclismo, e non solo. La Vuelta di Spagna 2025 ha preso il via oggi, sabato 23 agosto, dalla spettacolare Reggia di Venaria Reale. Ć la prima volta in 90 anni di storia che la corsa a tappe parte dall’Italia, un evento epocale che celebra lo stretto legame tra il nostro Paese e il grande ciclismo. I primi 13,5 chilometri della tappa inaugurale, da Venaria Reale fino al Motovelodromo di Torino, sono stati percorsi a passo lento, un vero e proprio tributo alla storia del ciclismo italiano. All’altezza del monumento a Fausto Coppi, in corso Casale a Torino, la carovana si ĆØ fermata per onorare il Campionissimo, a cui la corsa ha reso omaggio anche nel 2024 con la partenza del Tour de France proprio dalla capitale piemontese. Solo dopo la cerimonia, i ciclisti hanno dato il via alla competizione vera e propria, affrontando i 186,1 chilometri fino allo stadio Silvio Piola di Novara. Tra le autoritĆ presenti alla cerimonia inaugurale c’era anche il sindaco di Torino, Stefano Lo Russo, che ha salutato con orgoglio Marco Conterno, figlio del ciclista torinese Angelo Conterno, il campione che nel 1956 ha scritto una pagina indimenticabile del ciclismo italiano.
Il torinese che vinse la Vuelta nel 1956
Angelo Conterno, nato a Torino nel 1925, fu il primo italiano a vincere la Vuelta di Spagna nel 1956, un successo inaspettato che lo ha consacrato nell’olimpo dei grandi del ciclismo. In quell’anno la corsa a tappe spagnola, pur non avendo ancora il prestigio di Tour de France e Giro d’Italia, era un appuntamento di grande richiamo, e Conterno si presentò al via senza i favori del pronostico. Eppure, a suon di pedalate, tappa dopo tappa, il ciclista torinese riuscƬ a scalare la classifica generale, fino a conquistare la maglia di leader. Conterno, un corridore completo, abile sia in salita che a cronometro, seppe gestire il suo vantaggio con astuzia e tenacia, resistendo agli attacchi dei suoi diretti avversari, lo spagnolo JesĆŗs LoroƱo e il belga Rik Van Looy. La vittoria di Angelo Conterno fu accolta con grande entusiasmo in Italia, un Paese che viveva e respira ciclismo. Il successo del corridore torinese non fu solo una vittoria sportiva, ma un simbolo di riscatto e di speranza per un’Italia che si stava faticosamente riprendendo dalla guerra. Terminata la carriera da professionista, Conterno continuò a pedalare e a vincere nelle categorie amatoriali. Nel 1985 prese parte al Trofeo Anselmo di Giaveno e, sessantenne, riuscƬ a concludere la gara tra i primi. Oggi, 69 anni dopo quel trionfo, l’omaggio a Angelo Conterno e la sua vittoria alla Vuelta del 1956 non sono solo un doveroso ricordo, ma anche l’occasione per celebrare una tradizione ciclistica che ĆØ parte integrante della storia e dell’identitĆ di Torino.

































