Alpignano: le opposizioni scendono in piazza “Il sindaco regala l’acquedotto e le tariffe saranno più alte” Protesta e volantinaggio al mercato del sabato

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ALPIGNANO – Giornata in piazza per le opposizioni del Consiglio Comunale di Alpignano sul tema dell’acquedotto comunale. Com’è noto la struttura è di proprietà del comune e viene gestita da una società pubblico-privata, caso unico nel panorama della cintura di Torino dove tutta le rete idrica è sotto la gestione della SMAT. Da un lato ci sono i costi di manutenzione e gestione, dall’altra la bolletta dei cittadini in media più bassa ad Alpignano che in tutti gli altri comuni. Il tema è molto complesso perchè ha in leggi nazionali e regionali una sponda non trascurabile che impongono la cessione di questa proprietà. L’interrogativo è a che prezzo si potrà cedere l’Acquedotto di Alpignano e quale sarà la tariffazione futura per gli utenti?

AL TRA PER L’ACQUEDOTTO DI ALPIGNANO

Un passo per vincolare la cessione, e in qualche modo essere avere un vantaggio economico, era stato fatto dall’amministrazione di Andrea Oliva, ora all’opposizione, con un ricorso al TAR. La sentenza dovrà decidere se i manufatti passeranno, attraverso alcuni passaggi burocratici, alla SMAT oppure se il comune avrà ancora margini di trattativa. Il ricorso al TAR ha previsto una convocazione tra le parti alla quale la nuova amministrazione di Steven Palmieri non era presente. Ora c’è tempo fino al 22 giugno per confermare al Tribunale Regionale l’intenzione di proseguire con il ricorso. Se ciò non avvenisse l’acquedotto, di fatto, non si conoscono ancora i tempi, passerebbe di mano e il Comune di Alpignano non avrebbe nessun indennizzo.

L’OPPOSIZIONE IN PIAZZA

I consiglieri comunali Andrea Oliva, Sandro Albrile, Davide Martino, Kevin Gaeta e Linda Genre, hanno firmato un documento comune nel quale invitato l’amministrazione a scrivere al TAR per confermare il ricorso. Così oggi i consiglieri hanno allestito un gazebo in piazza e spiegato, anche tramite un volantino, quanto sta accadendo in città. Anche il consigliere Renato Mazza sentito al telefono, in questi giorni è indisposto, confessa una preoccupazione sul futuro della rete cittadina.

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