SAN DIDERO – Pro Natura Piemonte esprime forte preoccupazione per la richiesta di riaccensione dell’altoforno dell’acciaieria Beltrame a San Didero. Mario Cavargna ed Emilio Delmastro spiegano che la conformazione geomorfologica della Val di Susa impedisce la dispersione degli inquinanti aerei. I fumi rischiano di restare intrappolati a causa dell’inversione termica, un fenomeno atmosferico descritto accuratamente dal Sito ufficiale di Arpa Piemonte. A testimonianza del danno biologico passato, l’associazione ricorda il “deserto lichenico” tra Bussoleno e Condove, dove i licheni erano svaniti fino a 1000 metri di quota.
L’asse tossico tra la Val di Susa e Torino
L’impatto ambientale dell’altoforno non si limiterebbe alla valle. Attraverso un movimento pendolare di brezze, le masse d’aria tossiche colpirebbero direttamente l’area metropolitana di Torino, giĆ maglia nera europea per i livelli di PM10 e PM2,5. Una situazione critica monitorata costantemente anche dalle direttive sulla qualitĆ dell’aria del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. Le emissioni di Bruzolo andrebbero a sommarsi a quelle dei futuri cantieri della TAV e del nuovo inceneritore, creando un mix letale per la salute pubblica.
La richiesta di Pro Natura: serve la VIS subito
Di fronte a questo scenario, Pro Natura chiede alle istituzioni una valutazione complessiva della somma cumulata di tutti gli inquinanti previsti sul territorio. Lo strumento giuridico e scientifico esiste giĆ ed ĆØ la VIS (Valutazione di Impatto Sanitario), una procedura validata a livello internazionale e sostenuta dall’Istituto Superiore di SanitĆ . L’associazione appella alla responsabilitĆ : la salute dei cittadini e la tutela della biodiversitĆ , difesa anche da storiche realtĆ come il WWF Italia, non possono essere sacrificate per il profitto industriale.
































