AL VILLAGGIO LEUMANN DI COLLEGNO
COLLEGNO – “Filo lungo filo, un nodo si farà” nasce nel 1995 al Villaggio Leumann, per iniziativa dell’Associazione Amici della Scuola Leumann con l’intento di riallacciare “il filo” della tessitura in un luogo sorto intorno ad un’azienda tessile. Dal 2021 la manifestazione cambia sede, abbinando al fascino storico del Villaggio Leumann la scenografia monastica della Certosa Reale di Collegno. Sempre più frequentemente si sente parlare di artigianato d’eccellenza, soprattutto dagli enti preposti alla promozione e valorizzazione dei territori, con l’intenzione di evidenziarne l’aspetto attribuendo la giusta importanza ad una delle attività, certamente di nicchia, ma che lega l’oggi alla storia, al passato. Quando si parla di artigianato per primo viene alla mente quello tessile. È naturale che sia così: la prima attività dell’uomo, dopo la caccia e l’agricoltura, è certamente stata quella della tessitura che rimane allo stadio artigianale, almeno nel nostro paese, fino all’unità nazionale. È solo da quel momento in poi che, un po’ timidamente, si fa strada l’idea del progetto industriale. Tuttavia l’artigianato avrà ancora, per il paese e per un buon lasso di tempo, grande importanza economica. Le brevi considerazioni fatte sopra, ancora una volta, se mai fosse stato necessario, sanciscono l’importanza di “Filo lungo filo, un nodo si farà” che è certamente uno degli eventi più grandi ed importanti che si svolgono nella città di Collegno.
LA TESSITURA
Di grande rilevanza e qualità sono il prologo alla fiera vera e propria: i laboratori per adulti di tessitura, feltro, filatura e tintura su fibre vegetali venerdì 20 settembre; il convegno, che quest’anno vede la collaborazione della CNA Federmoda Piemonte, dal titolo: “Dalle Caterinette di ieri alle stiliste di oggi: nascita e trasformazione della moda a Torino dall’Ottocento ai giorni nostri”, sabato 21 settembre nella mattinata. Il 21 e 22 settembre la mostra-mercato e le varie mostre che testimoniano una volta di più, se ancora fosse necessario, la grande capacità, l’inventiva, la fantasia degli artisti tessitori. Per l’Associazione, che impegna notevoli energie nell’organizzazione di questo quarto fine settimana settembrino, la gratificazione è la sempre crescente richiesta di partecipazione. Ciò che una volta di più evidenzia la funzione aggregativa denunciata nello Statuto è il fatto che ci siano amici artisti-artigiani che da sempre sono presenti, certamente con la speranza di vendere i loro prodotti, ma anche con lo spirito di socializzare, di incontrarsi, di scambiarsi esperienze: è un appuntamento annuale al quale anche persone che non vengono ad esporre, partecipano per il piacere di incontrare i colleghi. La mostra-mercato nel tempo ha elevato il suo livello passando da fiera nazionale a europea, oggi possiamo definirla internazionale. Quanto detto è in considerazione della partecipazione dapprima delle nostre venti regioni, poi di Francia, Svizzera, Belgio, Germania, Inghilterra, e ancora Georgia caucasica, Lettonia, Albania, Vietnam, Bolivia, Cile, Nord America, Brasile, Messico e Canarie.
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