SUSA –Ā Con la scomparsa di Valerio Tonini a 87 anni, la Val Susa perde non solo un apprezzato architetto, ma anche un appassionato della sua cultura e memoria storica. La sua vita ĆØ stata un viaggio attraverso le trasformazioni del territorio, che ha saputo non solo documentare, ma anche plasmare con la sua professione e le sue inesauribili passioni. Nato in anni segnati dalla guerra, Tonini ha vissuto la sua giovinezza tra Susa, Chiomonte e Bardonecchia. La sua formazione fu un percorso graduale e completo: dopo il liceo scientifico a Torino, iniziò a lavorare nello studio del padre ingegnere. Poi il diploma da geometra e, infine, la laurea in architettura. Questo background eclettico lo rese un professionista versatile e profondo conoscitore della materia. La sua carriera professionale coincise con il boom edilizio in Val Susa. In quegli anni, le sue competenze e la sua visione contribuirono a definire un volto moderno in molte aree della valle. Dagli anni Ottanta, il suo lavoro si concentrò sulle ristrutturazioni in ambito montano, un’attivitĆ che richiedeva non solo competenza tecnica, ma anche una profonda sensibilitĆ per la conservazione del patrimonio esistente. In ogni progetto, Tonini univa il rispetto per la tradizione con l’innovazione, creando un ponte tra passato e futuro.
L’archivio di Valerio Tonini
Ma l’ereditĆ di Valerio Tonini va ben oltre l’architettura. Ć stata la sua passione per la fotografia a renderlo un cronista instancabile della sua valle. Armato delle sue macchine fotografiche, ha immortalato ogni dettaglio del paesaggio: dalla flora alla fauna, dalle imponenti architetture alle intricate linee ferroviarie. Migliaia e migliaia di immagini, catalogate con scrupolo e dedizione, costituiscono oggi un inestimabile archivio visivo che racconta la storia e l’evoluzione della Val Susa. Il suo spirito da pioniere si manifestò anche in ambito editoriale. Con l’amico e maestro Paolo Gras, al quale ĆØ dedicata la scuola di Giaglione, diede vita al volume “Le Valli di Susa”, un’opera che segnò l’inizio dell’editoria locale. A questo primo successo seguirono altri libri, molti pubblicati e altri rimasti a testimonianza del suo lavoro, tutti focalizzati sulla storia e l’architettura del territorio.
La cultura per immagini
Tonini era anche un instancabile organizzatore e divulgatore. In collaborazione con associazioni locali, promosse mostre, convegni e studi tematici su argomenti all’epoca poco esplorati, come ad esempio i costumi tradizionali. La sua curiositĆ lo portò a pubblicare importanti ricerche e scoperte sulla prestigiosa rivista Segusium, offrendo contributi fondamentali in ambito archeologico, pittorico e monumentale. Aveva un’ottima mano e grande ĆØ stata la produzione di chine in bianco e nero e acquerellate. Il patrimonio che ci lascia non ĆØ fatto solo di opere edilizie o volumi, ma di un’ereditĆ di immagini, scoperte e ricerche. Un’ereditĆ alimentata dalla sua curiositĆ e dalla sua passione. Valerio Tonini ĆØ stato un uomo che ha saputo guardare, studiare e valorizzare il suo territorio con una profonditĆ rara. Le sue opere e i suoi archivi rimarranno per sempre una risorsa fondamentale per chiunque voglia comprendere l’anima della Val Susa.
































