Abbazia di Novalesa: un restauro che guarda al futuro

NOVALESA – L’Abbazia di Novalesa, gioiello della Val di Susa, è protagonista di un innovativo progetto di restauro che supera la logica dell’intervento “in urgenza” per abbracciare la conservazione preventiva. Questa nuova frontiera mira a evitare il deterioramento futuro di affreschi e strutture agendo sull’ambiente circostante e sul contesto. La filosofia è stata applicata grazie al bando PRIMa (Prevenzione, ricerca, indagine, manutenzione, ascolto) della Fondazione Compagnia di San Paolo. La Città metropolitana di Torino, proprietaria del complesso, ha utilizzato queste risorse per implementare piani di manutenzione programmata, garantendo una cura continuativa e sostenibile. Il percorso, culminato nell’evento “Gli intonaci dipinti del complesso abbaziale di Novalesa”, ha unito istituzioni, tecnici e la comunità monastica, che vive l’Abbazia come luogo di custodia condivisa.

Abbazia di Novalesa

Alla base di questo successo c’è l’affiancamento del restauro tradizionale con indagini ambientali e termografiche, lo studio delle strutture murarie e un monitoraggio costante, in particolare nella Cappella di Sant’Eldrado. Questa strategia riduce drasticamente i rischi di degrado e promuove una gestione sostenibile del patrimonio. L’intervento ha interessato anche la chiesa abbaziale, la Camera Stellata e gli esterni della Cappella di San Michele. Il progetto, sostenuto dalla concertazione istituzionale e dalla disponibilità dei monaci, come sottolineato dal priore Michael Davide Semeraro, rappresenta un modello virtuoso. Il vicesindaco Jacopo Suppo ha ricordato l’importanza di fare squadra per preservare questo bene, che nel 2026 celebrerà il suo 1300° anniversario dalla fondazione (726 d.C.) con un calendario di iniziative dedicate alla comunità locale.

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