A Mompantero nella notte è uscito l’Orso, nessun ballo ma lo spirito del carnevale resiste al Covid Il gruppo ha voluto salutare gli amici di Mompantero con una foto

MOMPANTERO – “Questa notte i cacciatori hanno svolto il loro compito, in una annata difficile sono comunque riusciti a catturare l’orso non senza difficoltà, per il primo anno non si sono rifocillati e non hanno avuto il sostegno delle persone lungo le vie del paese. Ma con il solito spirito di avventura e di unione sono tornati vittoriosi stamani, tra corde catene e le solite vitamine dell’orso, l’hanno reso mansueto a tal punto da non incutere più timore presentandolo alle damigelle e alla popolazione. Speriamo che come sempre questo avvenimento sia di buon auspicio a tutti. Un grazie speciale a tutte le persone che condividono questa passione e al comitato dell’orso che con impegno tramanda questa tradizione“. Il messaggio degli organizzatori di Mompantero nella domenica è uscita in strada per una fotografia. Così non è stato per evitare gli assembramenti  in strada. Colpa de Covid quest’anno l’orso non ha ballato, i bambini non hanno raccolto caramelle, i musici sono rimasti in silenzio.

LA STORIA DELL’ORSO

Antiche tradizioni legate a Santi patroni del periodo invernale che ci riportano alle nostre radici. A riti celtici e romani che simboleggiano l’inverno che cede il posto alla primavera. Celebrando il ritorno della bella stagione. Dunque iniziate a segnare le date sul calendario, continuate a seguire la rassegna Chantar l’uvern. Da Natale a Pasqua, frammenti di lingua e cultura occitana, francoprovenzale e francese. L’appuntamento è normalmente il 31 gennaio a Mompantero, in occasione del Ballo dell’Orso. Notizie si trovano sul libro fotografico “Spiriti d’inverno” di Stefano Torrione. Un libro che documenta cinquantaquattro mascherate alpine. Dal Piemonte al Friuli Venezia Giulia passando per la Valle d’Aosta. Quindi la Lombardia, il Trentino Alto Adige e il Veneto. Un vero e proprio album antropologico per immagini delle principali feste in maschera sulle Alpi italiane.

LE MASCHERE

Le maschere demoniache rappresentano il lato oscuro della cultura contadina. Esse segnano la ritualità del passaggio delle stagioni,  sprigionano il dualismo della nascita e morte. Poi luce e buio, del bello e brutto. Infine buono educativo e del vecchio e giovane. I cortei, i gesti, le danze fanno parte di un grande affresco cerimoniale che abbraccia il calendario contadino. Dalla Festa di Ognissanti al Carnevale, passando per l’Avvento e il Capodanno. Il carnevale di montagna è un evento ricco di rappresentazioni e implicazioni simboliche, è coralità, tradizione, è rito! È spirito di montagna, d’inverno.

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