Crea sito

L’Unione Musicale Condovese in concerto, una comunità sullo spartito Al via le iniziative della festa patronale, queste sere si balla al mercato coperto

Unione Musicale Condovese

CONDOVE – Ieri sera, venerdì 27 luglio, sotto il mercato coperto voluto dal podestà Barbiera (parliamo degli anni del fascismo), si è svolto l’annuale concerto di gala per la festa patronale dell’Unione Musicale Condovese. Il connubio musicale ha radici molto più lontane del periodo nel quale “i treni arrivavano sempre in orario“, parliamo del 1839. A conti fatti 179 anni, tutti vissuti in attività tra uno spartito e l’altro.

Una serata all’insegna della buona musica concertistica con brani di vario genere e periodo. Sullo scranno più alto, il maestro Lorenzo Bonaudo agli strumenti più o meno tre generazioni di condovesi e simili. Una serata in giacca e cravatta, lustrini, belle pieghe ai capelli e charme. C’era anche il presentatore, Alberto Borgatta, e il parterre de rois con il sindaco Emanuela Sarti, gli assessori e la madrina dell’Unione Livia Castagneri. Luci e tutto il contorno di pubblico che hanno regalato quel senso di “prima all’opera”.

C’era un filo invisibile che legava tutti

Ieri sera c’era un non so che di magico e interessante che solo un non condovese dalla nascita forse poteva cogliere. Tra chi era sul palco, chi nel pubblico e chi fuori in piazza, nascosto dietro una pianta per fingersi poco interessato, c’era un filo invisibile che legava tutti: l’appartenenza ad una comunità. Prendete il maestro. Dirigeva la sorella e i due erano applauditi dalla famiglia nel pubblico. L’amministrazione? Alcuni ad ascoltare altri a suonare. C’è poi questo giro per la città alla consegna dei “sonetti”, alla ricerca di qualche soldo. Una via crucis musicale che si ripete da decenni, anche per portare qualche nota dove normalmente gli strumenti non suonano. L’Unione Musicale è, oltre che una banda, lo specchio e la rappresentazione di un paese che si ama e si riconosce nelle attività, nei suoi impegni sociali. Se la banda suona da quando c’era sul trono Carlo Alberto (quello dello Statuto) non è un caso.