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Susa: prorogata fino all’Epifania la mostra di Tino Aime “La verità del silenzio” Al castello di Adelaide venersì e domenica dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18

Tino Aime- Alchenchengi

SUSA – L’amministrazione comunale, vista la notevole affluenza di visitatori e tenuto conto che verranno realizzate alcune iniziative collegate, ha ritenuto, in accordo con la famiglia dell’artista, di prorogare la mostra “Tino Aime. La verità del silenzio” a cura di Valter Giuliano con Giuse, Paola Aime e Andrea Schmitz fino al 6 gennaio 2019.

Continuano infatti le domande di visite da parte degli istituti scolastici e certamente i visitatori aumenteranno durante le prossime festività.

Gli orari di apertura al pubblico restano invariati:

  • venerdì 10-13 e 14-18
  • domenica 10-13 e 14-18  al castello di Adelaide.

Tino Aime

Nato a Cuneo, dopo Torino decise di abitare in frazione Bastia, con la moglie Giuse da cui è nata Paola. A Torino frequentò la Libera Accademia ove incontrò la guida illuminante di Idro Colombi, rivelatosi maestro di vita e d’arte. Iniziò con l’esporre le sue sculture, per poi dedicarsi alla pittura e alle incisioni, tecnica nella quale si è ben presto imposto come interprete riconosciuto in campo nazionale e internazionale, al punto da valergli, dal1983, la presenza sul prestigioso catalogo Prandi di Reggio Emilia riferimento di tutti gli appassionati e collezionisti di grafica artistica.

L’attività espositiva, iniziata nel 1963 lo ha visto protagonista di mostre allestite oltre che in Italia, in Francia, Romania, Germania, Svizzera e Stati Uniti, ottenendo ovunque grande successo e prestigiosi riconoscimenti.

La mostra antologica che la Città di Susa, a quasi un anno dalla sua scomparsa dedica a Tino Aime è ospitata nelle sale del castello di Adelaide, dalle cui bifore l’artista ha guardato molte volte verso Susa e la sua Valle, tra passato e futuro, con lo sguardo di chi, prima di essere artista, è stato uomo, semplice e complesso, straordinariamente antico e attuale”, commentano il Sindaco Sandro Plano e l’Assessore alla cultura Antonita Fonzo.

L’artista

Angelo Mistrangelo, critico d’Arte e giornalista d’arte figurativa per La Stampa, tratteggia così la personalità e il lavoro dell’artista: “La pittura di Aime è, contemporaneamente, realtà e sogno, incontro e storia, sensazione e purissima emozione nel fluire incessante del segno che fissa un paesaggio, una bicicletta antica come antiche sono le stagioni e gli sguardi delle fanciulle, un alternarsi di baite e finestre e interni ricchi di leggende e voci soffuse. (…)

La mostra ricrea l’essenza di una ricerca sempre legata a una umanità rivisitata, ai passi lontani dei pastori, alle giornate trascorse tra sentieri e rocce e arbusti, in una sorta di continua scoperta della propria interiorità, di una società in continuo divenire e di quell’«Inverno dei sogni» raccontato da Giorgio Cattaneo. In questo percorso, si misura il senso e l’evoluzione del discorso di Aime, l’amore per le montagne e le Langhe, per gli orti e merli, per le origini della propria vita, della pittura e per “i sentieri della memoria” (…). E sono le montagne dall’atmosfera rarefatta, che prendono forma nei quadri sotto la luna piena. (…) Aime e le alte vette, i pascoli e i tetti delle case imbiancati dalla neve, sono testimonianze di un itinerario mai concluso, mai riassorbito dalla profondità della notte, mai segnato dal trascorrere degli anni, ma sempre e comunque documento di una pennellata o di un segno inciso o del vento tra i salici, mentre sembra di «Volare nel suono», suggerisce il poeta Marco Franceschetti…»

“In questa mostra proponiamo un viaggio nel mondo di Tino Aime – spiega il curatore, con la figlia e la nipote dell’artista, Paola Aime e Andrea Schmitz, Valter Giuliano – Un’esplorazione fatta di percezioni diverse che mettono in azione i nostri sensi per entrare in confidenza con un uomo, prima che con un Maestro dell’arte, e la sua anima. A cominciare dall’accoglienza di alcuni bronzi presentati all’esterno. Nelle sale del castello un percorso che offre suggestioni poetiche, nelle parole degli artisti della parola che di lui hanno scritto e nelle opere che abbiamo scelto di proporre come sintesi di curiosità, interessi e magnetici incanti che hanno caratterizzato la sua intensa attività, espressa in tecniche e linguaggi molto diversi. Lo riproponiamo attraverso lavori che ne raccontano la storia umana e artistica, in capitoli che danno conto delle sue più intense passioni, dai cimenti iniziali nell’esplorazione dei paesaggi rurali o urbani, all’incontro con le terre di Riviera e di Provenza, dalla laguna veneziana ai territori cari agli ultimi popoli nomadi del mondo sulle tracce di Mistral, passando dalle origini pastorali e le transumanze che questi mondi hanno unito e alle aspre visioni dell’Alta Langa. Fino a giungere agli amati paesaggi innevati delle sue montagne. Lungo il percorso alcune sculture e oggetti simbolo, una proiezione di immagini dell’artista e delle sue opere e alcune video-interviste e documentari. A conclusione del percorso la possibilità di un contatto più confidenziale con Tino Aime, i suoi oggetti di lavoro quotidiani, le musiche preferite, i suoi pensieri, la sua voce…”.