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Susa, domenica 28 ottobre i para’ grideranno forte: “Folgore!!!” In ricordo della battaglia africana ad El Alamein

Il maresciallo Rommel

di MARIO TONINI

SUSA – Domenica 28 ottobre il Nucleo Paracadutisti Val Susa commemorerà il 76° anniversario della Battaglia di El Alamein. Il programma prevede alle ore 10,30 l’assembramento presso il Monumento della Folgore  in piazza Arsenio Favro, davanti alla Chiesa di Sant’Evasio, alle ore la funzione religiosa ufficiata dal tenente don Luigi Crepaldi presso la Chiesa. Alle ore 11,50, presso il Monumento ci sara’ l’alzabandiera e l’onore ai Caduti con la deposizione della Corona di Alloro e a seguire allocuzioni.

Perche’ ricordare la battaglia di El Alamein?

Ricordo di aver raccolto la testimonianza  di protagonista di quelle giornate, parole che segnano e come una ferita aperta ogni tanto tornano a bruciare. Era la testimonianza di un giovane Capitano d’artigliera della Divisione Ariete, quella che venne annientata in pochi giorni, quella  i cui uomini vivi, pochi, ritornarono in Italia piu’ per fortuna che per calcolo. Quell’ufficiale  comando’ le batterie per tre giorni consecutivi, fino ad avere esaurito i colpi, poi stramazzo’ al suolo esaurito dal sonno e dalla fatica. L’attendente lo trascino’, gia’ svenuto, sotto un camion dove si salvo’ dai micidiali colpi dei carriarmati inglesi. Riprese a piedi la corsa verso le unita’ rimaste e continuo’ il combattimento a fianco dei suoi uomini. Passata la guerra, il suo impegno fu ritrovare tutti gli anni i superstiti dell’Ariete e onorare il loro sacrificio, che fu riconosciuto dagli alleati, con una Croce di Ferro appuntata direttamente dal Maresciallo Rommel e dai vincitori. Quel Capitano, magro, occhi azzurrissmi, tenace e inflessibile era mio nonno: l’ingegner Carlo Tonini. Un ottimo motivo per essere presente con gli amici para’.  “Mancò la fortuna, non il valore” c’e’ scritto all’ingresso del Sacrario nel deserto africano dove sono stati portati da Caccia Dominioni, i resti di chi mori’ in battaglia. In realta’, e lo diceva sempre il nonno, mancarono sopratutto: armi, munizioni, organizzazione, ufficiali, cibo, mediciali e tutto quello che fa vittorioso un’esercito. Ma questa e’ un’altra storia.