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SMAT: l’evoluzione del servizio idrico integrato con orizzonte 2030 tra governance, investimenti, ricerca e innovazione Un meeting organizzato da SMAT il 19 e 20 novembre

TORINO – La prima giornata dei lavori è stata finalizzata ad approfondire le diverse posizioni rispetto ai nuovi assetti da dare alla governance. In concomitanza con l’inizio della discussione, presso la Commissione Ambiente della Camera, delle Proposta di Legge in materia di gestione pubblica e partecipativa del ciclo integrale delle acque i parlamentari coinvolti, l’ente regolatore, i rappresentanti di associazioni nazionali ed internazionali, dei Comuni e delle aziende del settore hanno fornito un quadro della stato attuale ed affrontato un confronto sugli eventuali sviluppi futuri, dal quale è emerso un clima aperto al confronto ed alla collaborazione.

Tutti gli interventi si sono rivelati generalmente concordi per un controllo pubblico sulla gestione, le differenze sono emerse sulla forma giuridica e, più ancora che su questo punto, sul finanziamento degli investimenti: dalla tariffa piuttosto che dalla fiscalità generale. Per la maggior parte degli intervenuti la gestione deve essere industriale in modo da garantire efficienza e tempestività nell’affrontare gli investimenti. La seconda giornata è stata invece dedicata ad illustrare i progetti sviluppati dai gestori, dagli enti accademici ed industriali ed i risultati raggiunti nell’ambito della ricerca applicata nell’attività quotidiana delle utility.

L’impegno di SMAT nella ricerca e nell’innovazione ha avuto dimostrazione tangibile nell’inaugurazione del nuovo dipartimento “Acque Reflue” del Centro Ricerche e della sezione di Deammonificazione del Centro Risanamento Acque di Castiglione Torinese. Quest’ultima realizzazione costituisce un valido esempio di solidarietà su area vasta: la nuova sezione consentirà infatti all’impianto di aumentare del 10% l’abbattimento dell’azoto liberando impianti più piccoli e più vulnerabili e migliorando la tutela dell’ambiente fluviale.