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Rincari dell’Autostrada A32, i commenti degli operatori del turismo Critiche da sindaci e operatori di Bardonecchia e della Vialattea

SUSA – Uncem ha richiesto ai Prefetti di Torino un incontro con i sindaci nel quale presentare le preoccupazioni per gli aumenti dei pedaggi autostradali sulla Torino-Bardonecchia. Uncem auspica possano svolgersi all’inizio della prossima settimana e che siano l’occasione per fare il punto sullo stato delle infrastrutture, della mobilità, delle opportunità per il nord-ovest.

MONTABONE: E’ L’AUTOSTRADA PIU’ CARA D’ITALIA

Giorgio Montabone, presidente Consorzio Turismo Bardonecchia, scrive: “Da Torino per andare a sciare e tornare si spende una cifra da record assoluto: 30 euro circa. Gli sforzi del sistema promozionale turistico della Valle di Susa sono spesso fortemente vanificati da scelte pazzesche come l’interruzione della linea ferroviaria nella settimana centrale di ferragosto e/o aumenti annuali a sorpresa del pedaggio autostradale nel momento di maggior presenza, nel cuore delle vacanze di Natale, addirittura del 6,7% oltretutto rischiando più volte al giorno di dover procedere ai 30 km orari dietro simpatiche incredibili safety car o incolonnarsi a corsia unica per cantieri continui. In quel caso le tariffe però non scendono. Costa più l’autostrada che una camera d’albergo. Costa più l’autostrada che uno skipass. C’è qualcosa che non torna. Il Ministro Toninelli non ne fa una giusta. Non doveva firmare solo provvedimenti che non prevedessero rincari? Il sistema turistico valsusino ha bisogno di maggiori attenzioni. La valle che ha quale fiore all’occhiello la raggiungibilità (autostrada e ferrovie direttamente nei comuni turistici) non può permettersi queste sorprese, approfittare di questo oltretutto in piena stagione”.

ANCHE LA VIALATTEA PROTESTA

Massimo Bonetti del Consorzio Turistico Vialattea: “Siamo alle solite, abbiamo una valle che cerca in ogni modo di stare turisticamente al passo della concorrenza ma sembra quasi che qualcuno faccia in modo che questo non succeda. La chiusura estiva della linea ferroviaria nei giorni clou del turismo estivo è stata veramente una trovata “tragicomica”; tragica perché il turismo estivo in Valle si concentra in 40 giorni e se un mezzo di trasporto utilizzatissimo per raggiungere l’alta valle non funziona per tre giorni, i problemi sono parecchi; comica perché solo un “genio” può pensare una cosa simile. Adesso i rincari dell’autostrada “più cara d’Italia” che probabilmente detiene anche il record dei lavori eseguiti negli anni (rarissimamente è percorribile senza trovare un rallentamento causato dai cantieri che causano disagi anche importanti alla viabilità); un viaggio di andata e ritorno da e per l’alta valle costa più di uno skipass giornaliero Vialattea o Bardonecchia. Sarebbe utile fare una riflessione seria e approfondita su queste “penalizzazioni” che a volte vanificano gli sforzi fatti in materia di promozione turistica e di incentivazione alla clientela“.