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Regione Piemonte, si andrà a votare con l’attuale legge: i commenti di Ferrentino, Batzella, Monaco e Frediani Si andrà al voto in primavera forse con le amministrative

TORINO – Il prossimo anno si andrà a votare per il rinnovo del consiglio regionale e lo si farà con la legge attuale. S’è parlato molto se fosse bene cambiare alcuni aspetti, ad esempio il listino collegato per la maggioranza. Secondo il consigliere regionale Antonio Ferrentino, Partito Democratico: “C’è stato un errore ad inizio legislatura, se si voleva cambiare era quello il momento non alla fine perchè poteva sembrare un favore ad una forza politica. Mancare il voto di genere è una pecca che peserà su tutte le forze politiche. Oltre il modo di votare rimane il giudizio degli elettori che come sempre giudicheranno i candidati per la loro presenza sul territorio, le azioni e i progetti; da questo punto di vista il Partito Democratico è in una posizione assolutamente tranquilla. 

Stefania Batzella, Movimento Libero Indipendente: “Questa Regione non promuove la democrazia paritaria. Il prossimo anno andremo a votare con l’attuale legge elettorale, senza doppia preferenza di genere e con il listino, perché la maggioranza ha mostrato tutta la sua debolezza: nemmeno il presidente Chiamparino è stato in grado di farla arrivare a un accordo. Si è temporeggiato e ora è troppo tardi. E’ una vergogna perché si è persa una grande opportunità. Vane e inutili sono state le riunioni in capigruppo. Il PD ha perso tempo, litigando al suo interno, senza arrivare al dunque e mostrando di non avere alcuna volontà di cambiare la legge. Di cosa avevano paura? Di perdere voti a causa delle donne? La doppia preferenza avrebbe dato semplicemente agli elettori la possibilità di scegliere un candidato e una candidata, sarebbe stato uno strumento in più di democrazia. Non avere abolito il listino, poi è stato un ulteriore fallimento. Devono essere i cittadini a scegliere chi eleggere e non i partiti a blindare i loro candidati preferiti a prescindere dalle preferenze”.

Alfredo Monaco, Scelta Civica: “Le intenzioni di Chiamparino di andare verso una vicinanza tra elettore ed eletti fosse era saggia, sono mancate probabilmente le condizioni.  L’errore è stato non insistere dall’inizio delle legislatura per parlare di alcuni temi. Una legge deve essere condivisa da tutti altrimenti non sarebbe state una buona legge, io sono un proporzionalista puro che credo, come sistema, rappresenterebbe la politica e poi porterebbe ai governi e non il contrario come oggi avviene”. 

Francesca Frediani, Movimento 5 Stelle: “Il M5S è sempre stato disponibile a modificare la legge, in particolare per garantire parità di genere e rappresentatività di tutti i territori. La maggioranza in quasi cinque anni di mandato non ha trovato una proposta unitaria. Evidentemente alcuni sono più animati dal timore di perdere la poltrona che dal desiderio di garantire una legge elettorale adeguata”.