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Regali di Natale: arrivano i Savoia di Mauro Minola L'autore di Giaveno narra le vicende della casata piemontese

La Regina Elena

GIAVENO – Per chi è di Giaveno, o dalla città passa, si sarà domandato almeno una volta perchè il viale principale si chiama Regina Elena. Chi era costei? In che periodo storico visse? Per rispondere a queste domande c’è il libreria “Savoia. Storie, personaggi, curiosità e tradizioni della più antica dinastia europe” uscito per l’editrice Il Punto-Piemonte in Bancarella come libro del Natale 2018. Mauro Minola con la consueta precisione, accuratezza e prosa descrive, in ben 720 pagine, la storia della dinastia che visse a cavallo delle Alpi e di secoli di costruzione della casata che poi unì l’Italia.

I personaggi e le loro gesta, le qualità umane e sociali, le virtù e i difetti. Non solo: le tradizioni e le curiosità, gli ordini cavallereschi, i simboli dinastici, le corone, i gioielli, i santi, i beati e i sepolcri. Un percorso nella lunga storia della più antica dinastia d’Europa. Ancora oggi la dinastia dei Savoia esercita un fascino particolare ed unico, in grado di attrarre migliaia di visitatori ogni anno nei palazzi reali di Torino o del Piemonte. Al di là delle vicende e dei fatti storici, è giunto il momento di osservare i personaggi sabaudi sotto una diversa angolazione, evidenziandone le qualità umane e sociali, le virtù, ma anche i difetti, scoprendo le numerose testimonianze che ci hanno lasciato.

In questo libro il lettore potrà scoprire non solo i personaggi, ma anche tutte le tradizioni e le curiosità di Casa Savoia, come gli ordini cavallereschi, i simboli dinastici, le corone, i gioielli, i santuari della devozione, i santi, i beati e i sepolcri. Senza scordare l’esistenza dei tanti rami collaterali che si sono alternati nel corso del tempo, i Savoia-Acaia, i Savoia-Aosta e i Savoia-Genova e, con loro, i tanti figli “della mano sinistra”, frutto della passione sabauda per le dame o le fanciulle delle campagne. Un affresco di testimonianze e di storia da mantenere ben vivo, evitando che si disperda nell’affannoso divenire del mondo moderno.