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Quanto lo statista Giovanni Giolitti andava in vacanza a Bardonecchia Il ricordo a 90 anni dalla morte

Giovanni Giolitti

BARDONECCHIA – A Bardonecchia, se non fosse per una via che porta il suo nome, di Giovanni Giolitti non ci sarebbe più ricordo. Eppure il grande statista aveva scelto Bardonecchia per fuggire al caldo estivo e per ben 24 anni fu un affezionato “villeggiante” che non mancava di soggiornare un’estate tra le nostre montagne, anche nei momenti in cui la situazione politica italiana era più difficile. Fino a non molti anni fa, le persone anziane del paese ricordavano ancora la figura alta e ritta del Giolitti, con il largo cappello a tuba, che faceva la passeggiata fino alle pendici del Bramafam per bere con il suo inseparabile bicchiere, l’acqua salubre che sgorga dalla fontana che ora porta il suo nome.

Il 17 Luglio 1928 moriva a Cavour il secondo Statista dell’Italia unita, Giovanni Giolitti. Camillo Benso Conte di Cavour era mancato il 7 Giugno del 1861. Il Piemonte con Giolitti, Cavour e Einaudi offre al Paese tre statisti di eccezione oltre ad altri importanti uomini di Governo come Giovanni Lanza, Michele Coppino, Quintino Sella.  Non così negli ultimi vent’anni che hanno visto il declino della nostra Regione superata da Veneto, Emilia, Trentino Alto Adige, Lazio oltre che dalla Lombardia. Nonostante alcuni settori e aziende di eccellenza il Piemonte da anni cresce meni della media nazionale e ha un’alta disoccupazione giovanile.

Il ricordo a Cavour

Ieri, 17 luglio, presente la bisnipote Giovanna accompagnata dalla figlia Carlotta, un gruppo di personalità piemontesi ha reso omaggio a Giovanni Giolitti sepolto nel Cimitero di Cavour ponendo una corona di fiori. Erano presenti il Sen. Nerio Nesi , presidente della Fondazione Cavour, Mella presidente della Fondazione Giolitti, lo storico cuneese Aldo MOLA, esponenti delle Forze Armate in pensione, Gianna Gancia consigliera regionale , l’ex Sottosegretario ai trasporti Bartolomeo Giachino, amici e parenti.

In un Piemonte che da anni declina economicamente e socialmente il rifarsi a tre personalità come Cavour, Giolitti e Einaudi, Donat- Cattin invece di pensare a tattiche senza prospettiva, potrebbe dare finalmente alla politica piemontese quel colpo d’ala che la Comunità piemontese aspetta. In questi anni infatti il Piemonte ha perso punti importanti con la Lombardia, il Veneto e l’Emilia e ha una disoccupazione molto più elevata” questo il commento di Giachino interpellato dai giornalisti presenti.