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Oulx: le fotografie delle montagne dell’Himalaya indiano con la guida alpina Alberto Re Sabato 29 dicembre alle ore 20.45 presso la  Sala del Consiglio Comunale

Oulx, il Municipio

OULX –  Sabato 29 dicembre alle ore 20.45 presso la sala del consiglio comunale una serata dal titolo: “Montagne dal Mondo”: proiezione fotografica con la guida alpina Alberto Re.

Saranno proiettate le più belle immagini dell‘Himalaya indiano con le splendide valli e montagne del Punjab.

Himalaya indiano

L’Himalaya, si sa, ospita alcune delle vette più alte del mondo, tra cui l’Everest e ilK2, e i ghiacciai più grandi sulla Terra, lunghi anche fino a 70 chilometri che ne fanno il terzo più grande deposito di ghiaccio dopo l’Antartide e l’Artico.

Questo grande sistema montuoso, stendendosi per oltre 2.400 chilometri, da Assam in India al Pakistan ad ovest, abbraccia anche Bhutan, Tibet e Nepal, con una larghezza media di circa 300 chilometri. Con, a Nord, l’altopiano tibetano, e, a sud, le pianure alluvionali dell’India, l’Himalaya funge da barriera e determina le condizioni climatiche dei paesi confinanti.

L’Himalaya, il cui nome dal sancrito ‘Hima’ (neve) e ‘Alaya’ (dimora), significa “dimora delle nevi”, è geologicamente giovane in quanto si formò circa 70 milioni di anni fa a seguito di una collisione tra le placche Indo-australiana ed eurasiatica. Nacquero così dal mare le montagne himalayane con 30 cime oltre i 7.315 metri sul livello del mare e 25 punti che superano gli 8.000 m.s.l.m. Un sistema vivo perché la piastra Indo-australiana è ancora in movimento e aumenta di 67 mm. l’anno e, perfettamente visibile dal satellite spaziale, copre lo 0,4% della superficie terrestre. Da qui e dall’altopiano tibetano alle sue spalle nascono i fiumi più grandi, e ancora più antichi di quelle montagne, come il Gange, l’Indo, il Brahmaputra, il Mekong, lo Yangtze e il Fiume Giallo.

Il massiccio Himalayano è stato testimone di storia di incontri e lotte tra popoli e di devozione; lì attorno, sono diverse le religioni praticate: l’induismo, prevalente in India e Nepal, il buddismo in Bhutan, Tibet, Ladakh (nord India) e Sikkim (nord est India), l’Islam in Pakistan e nel Kashmir indiano.

Per gli induisti l’Himalaya è la dimora di Shiva, qui adorato sotto forma dilingam (fallo) e meta di pellegrinaggi, come Amarnath in Kashmir, Kedarnath, Badrinath, Jageshwar, Yamunotri, Gangotri e Kumaon nello Stato indiano di Uttarakhand. I nepalesi chiamano l’Himalaya ‘Samgarmatha‘ che significa ‘Dea dell’universo‘ o ‘Fronte del cielo‘.

Tra le montagne, in zone remote ma accessibili, si trovano importanti monasteri buddisti e gompas come Lamayuru e Hemis in Ladakh, Rumtek nel Sikkim, Tatsang in Bhutan. Anche i Sikh hanno lassù i loro luoghi sacri, come il gurudwara di Hemkund, in Uttarakhand.

L’Himalaya, con 14 vette oltre gli 8.000 m. come l’ Everest (8850), al confine tra Tibet e Nepal, il K2 (8611), al confine tra Cina e Pakistan, il Kanchenjunga (8586), al confine tra Sikkim (India) e Nepal, il Nanga Parbat (8126), in Pakistan, l’Annapurna (8091), in Nepal, il Manaslu (8156), in Nepal, il Lhotse (8516), tra Cina e Nepal e il Dhaulagiri (8201), in Nepal, è il sogno perenne degli scalatori. Qui, la zona disabitata della Grande Himalaya, alle altitudini più elevate, il clima è severo, la vegetazione pressoché nulla, la neve è perenne e l’ossigeno carente.

Scendendo dagli alti picchi, comincia la cintura forestale della regione himalayana, fatta di quercie, rododendri, betulle, pini, Deodar e abeti.

A valle, gli insediamenti umani da cui sono nate le splendide cittadine, facilmente raggiungibili, dove si gode della bellezza himalayana.