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L’Unione Montana Val Sangone potrebbe essere commissariata. Il commento degli amministratori Carlo Giacone, presidente dell'Ente, criticato per la gestione

Giaveno, Villa Favorita

GIAVENO – Che qualcosa in Unione Montana Val Sangone non funzione è alla luce del sole. Dopo l’abbandono quasi completo dei dipendenti che sono ritornati nei comuni di appartenenza anche il Segretario Generale ha alzato bandiera bianca. Voci di corridoio danno il nuovo segretario, Giovanni Barbera, molto preoccupato per l’assetto dell’Ente e una sua richiesta di avere le persone per gestire la complessa macchina organizzativa sulla scrivania di Giacone. Quindi giorni sarebbero quelli indicati, ma è sempre solo una voce, perchè tutto si risolva prima dell’ennesimo abbandono. Anche dal lato politico non va meglio, sopratutto dopo l’ultimo consiglio dell’Ente con il sindaco di Coazze, Mario Ronco che ha dichiarato che non parteciperà più ai lavori e la consigliera Maria Grazia Gerbi che ha rassegnato le dimissioni.

La voce della giunta dell’Unione

Ezio Sada da Trana, esperienza amministrativa da vendere. “Certo è una situazione insolita che non fa bene all’Unione per la quale io ho tanto lavorato e credo. Il lavoro da fare sarebbe comune e condiviso altrimenti non ha senso come Ente. Posso dire che per quanto ho seguito, cioè i fondi ATO, si è fatto molto – dice Sada – bisognerebbe abbassare i toni e per questo ultimo periodo mettere giù la testa e lavorare per il bene dei cittadini. Non voglio entrare in questioni puramente politiche io sono dell’idea che si debba lavorare e basta”. Claudio Grosso da Valgioie ritorna sui principi già espressi durante l’ultimo consiglio. “C’è un problema di comunicazione in giunta e nel consiglio. La sensazione è che si siano fatte strade differenti senza confronto. Sono molto dispiaciuto che si sia arrivati a questo punto, il mio comune è sempre stato disponibile ed ha lavorato tanto per l’Unione. Cosa succederà adesso è davvero un’incognita”. 

Patrizia Condipodero di Sangano “C’è stato un confronto e io sono una persona trasparente e amo dire le cose con schiettezza. Certamente in comune abbiamo l’abitudine di lavorare in modo diverso. Forse è mancata la fiducia e quando non c’è coesione è difficile amministrare. Non so cosa succederà adesso, a noi come giunta non è arrivata nessuna convocazione ed abbiamo saputo delle dimissioni della Gerbi, come tutti, solo dai giornali”. Giuseppe Morra da Reano: “Certamente è una situazione insolita. Per l’Unione si attende di capire come Giacone risolverà o meno i problemi nel suo Comune, poi valuteremo”.

Dal consiglio

Da Coazze Paolo Allais s’era detto totalmente contrario all’amministrazione dell’Ente. Nell’ultimo consiglio dell’Unione aveva criticato aspramente l’operato del presidente. Agnese Ugues da Sangano è più pragmatica: “L’Unione non funziona c’è poco da giraci in torno. E’ mancata totalmente la condivisione la volontà di confronto e la volontà di delegare. Nel nostro comune uno degli effetti è una scatola praticamente vuota per i servizi e l’assistenza da marzo, solo per parlare del capitolo socio-assistenziale. Ci spiace certamente per l’Unione ma così non può assolutamente andare avanti. C’è un enorme problema già dei dipendenti, tutti hanno abbandonato Villa Favorita”. Wilma Gallo da Reano: “L’assessore Gerbi ha fatto un buon lavoro è un peccato che abbia lasciato. Spero che si lasci la politica del periodo pre-elettorale e si torni al lavorare per tutta l’Unione. Spero che si “metta un pò di sale in zucca” almeno per arrivare alla fine del mandato”.