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In Valsusa scritte contro il parroco di Claviere già sfrattato dai Centri Sociali Don Bettoni si è rivolto alla magistratura per riavere i locali occupati da anarchici e profughi

Claviere, la scritta sul muro

CLAVIERE – Dopo gli insulti via web, adesso anche le scritte lungo i muri della Strada Provinciale per il Monginevro. “Don Angelo lavora per i birri” recita la scritta che oltre la forma è dura nel contenuto. Non c’è pace per l’anziano parroco di Claviere, 78 anni, che dopo mesi di richieste e sopportazione si è rivolto alla magistratura per ritornare in possesso dei locali occupati da mesi dagli antagonisti torinesi e dai profughi. La porta era stata sfondata e i locali usati come base per il passaggio dei profughi da e per la Francia, oltre  i muri della chiesa gravemente danneggiati con murales.

I salesiani ci guadagnano un affitto

Ieri sulla pagina Facebook di Briser les Frontières, uno dei gruppi che si è fraudolentemente impossessato dei locali parrocchiale è comparso un messaggio molto provocatorio contro al Diocesi di Susa e la autorità. “Che ci sia una denuncia contro questa occupazione, si sapeva.  La notizia esce ora. Perché?  Perché forse i tempi sono maturi per lo sgombero.  Perché l’estate sta finendo, e il turismo con lei.  Perché stanno tentando di poter mostrare una faccia pulita in questo sgombero, come è stato per la palazzina dell ExMoi.  Perchè il “nuovo posto” a Oulx, l’alternativa istituzionale al Rifugio Occupato di Claviere ormai è pronto e aprirà a metà settembre. Quindi, si inizia a preparare il campo mediaticamente. Questi locali appartengono alla Chiesa. Il prete di Claviere denuncia. “Invasione di edificio e danneggiamento”. La prefettura sgombera. E il nuovo posto che apriranno a Oulx, sarà nelle strutture dei salesiani. E sono tutti contenti. La Chiesa, che smette di avere il peso economico e politico di un sottochiesa occupato da migranti e solidali. I salesiani, che ci guadagnano un affitto. Le associazioni che ci lavoreranno dentro. Il Comune di Claviere, che forse vuole solo la tranquillità del suo paesino ricco e turistico, e dimenticarsi di essere zona di frontiera e quindi di passaggio. La Prefettura, che si toglie un problema politico rispetto la Francia”.