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Buttigliera alta: grande interesse per l’incontro sul bullismo e cyberbullismo Si è svolto lunedì 29 ottobre l'incontro formativo sul progetto didattico dell'associazione rivolese "Miky Boys"

BUTTIGLIERA ALTA – Si è svolto lunedì 29 ottobre l’incontro formativo sul bullismo e cyberbullismo, promosso dall’Amministrazione Comunale di Buttigliera Alta, con l’Istituto Comprensivo Buttigliera-Rosta, sul progetto didattico dell’associazione rivolese “Miky Boys”, nata dalla tragica esperienza di Michele Ruffino, adolescente rivolese morto suicida ad Alpignano, lo scorso inverno, vittima di bullismo.

Un vero successo con la presenza di moltissimi docenti e genitori interessati all’argomento, il primo passo dell’intensa collaborazione tra l’associazione “Miky boys” e le scuole buttiglieresi, che si svilupperà lungo tutto l’anno scolastico in corso, con gli interventi degli esperti nelle classi.

Il progetto

Il presidente Valerio Remino ha presentato le attività del gruppo: “Dal sacrificio di Michele è nata la nostra associazione, che propone progetti contro il bullismo e, nello specifico, mette a disposizione, attraverso l’attività di psicologi e psicoterapeuti, una consulenza per le scuole. Abbiamo già un riscontro più che positivo alla nostra proposta, con richieste di interventi non solo in zona, ma addirittura dal Friuli e dalla Calabria”.

La psicologa Elisabetta Aiello, del Centro Psicoterapico TeCO, e l’avvocato Francesca Specchio, dell’associazione Hsl, hanno presentato il progetto contro bullismo e cyberbullismo, che porteranno nelle scuole di Buttigliera Alta, alla presenza del Dirigente Scolastico, la Professoressa Gabriella Parente e della coordinatrice del progetto per l’Istituto Comprensivo, la Professoressa Silvia Volontà.

Tra gli ospiti istituzionali, preziosi la presenza e l’intervento dell’Assessore all’Istruzione della Regione Piemonte, Gianna Pentenero, e dell’Assessore all’Istruzione del Comune di Rosta, Anna Versino.

Toccante ed emozionante, infine, il contributo dei genitori di Michele, intervenuti per portare la loro tragica testimonianza, attraverso il video “Urla silenziose”, visibile sul canale web YouTube, che riassume l’esperienza del figlio.