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Antonio Ferrentino riconfermato presidente di Città del Bio L'ottimo lavoro dell'ultima gestione ha portato risultati in Italia e un collegamento d'intenti europeo

Antonio Ferrentino

FIRENZE – In quella che fu la seconda capitale d’Italia si è riunita l’assemblea dell’Associazione Città del Bio. Antonio Ferrentino, consigliere regionale PD, è stato riconfermato grazie all’intenso lavoro che lo ha visto protagonista delle iniziative dell’ultimo triennio.

Presidente, Città del Bio ha avuto un’importante apertura europea.

Abbiamo partecipato alla riunione delle città e comuni europei che hanno firmato a Parigi l’8 gennaio del protocollo costitutivo di Organic Cities Network Europe (OCNE) a cui aderisce come socio l’Associazione Città del Bio“.

Città del Bio si amplia anche in Italia?

Ho proposto che la composizione del Consiglio Nazionale, attualmente da un minimo di sette ad un massimo di 25 componenti, ad una nuova composizione da un minimo di 15 ad un massimo di 50, considerando l’esigenza di rappresentare, in modo più articolato, le diverse aree del Paese“.

L’associazione sembra di capire è solida ed organizzata.

Stiamo lavorando ad alcuni progetti, che vedono il finanziamento della Regione, in Piemonte, per la costituzione di biodistretti come azione di governance locale. A questo proposito ricordo il progetto del Comune di Neive, primo comune biologico in campo enologico dove sono coinvolti non solo i produttori ma anche le scuole dell’;obbligo nello studio e realizzazione di un marchio identificativo“.

C’è una legge sul biologico in Italia?

L’associazione ha partecipato recentemente alle consultazioni della Commissione Parlamentare per la legge sul biologico. Nella scorsa legislatura, anche grazie allo stimolo dato dall’allora Segretario generale dell’Associazione Luigi Massa, la Camera aveva approvato all’unanimità una proposta di legge che non ha poi avuto, a causa delle elezioni, il voto definitivo del Senato. Ora che l’iter riprende, l’auspicio è che si arrivi ad una legge in tempi brevi“.

Quale obiettivo avete per questo triennio?

L’associazione lavora non solo per la valorizzazione del biologico ma della territorialità, dei prodotti a km zero e soprattutto per chiedere una maggior remunerazione del produttore: occorre aggredire le storture della catena di distribuzione per aumentare la remunerazione del contadino senza aumentare, per questo, il prezzo al consumatore. L’;Associazione sta inoltre lavorando con le catene della grande distribuzione organizzata alla promozione e diffusione dei prodotti bio nei supermercati, ipermercati ed in genere nelle catene distributive“.