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Amiat festeggia cinquant’anni di attività al servizio dei torinesi Martedì 11 dicembre alle ore 11.30 presso Palazzo Civico a Torino in sala delle Colonne si terrà la presentazione delle celebrazioni del cinquantenario

TORINO –   Martedì 11 dicembre alle ore 11.30 presso Palazzo Civico a Torino in sala delle Colonne si terrà la presentazione delle celebrazioni per i 50 anni di Amiat .

Interverranno Christian Aimaro, Presidente di Amiat Gruppo Iren, Paolo Peveraro, Presidente del Gruppo Iren e Chiara Appendino.

La storia di Amiat

Il 1° gennaio 1969, il Comune di Torino fonda AMRR, Azienda Municipale Raccolta Rifiuti, a cui viene affidato il servizio di raccolta, trasporto e smaltimento dei rifiuti urbani di Torino.

Negli anni, l’azienda acquisisce sempre maggiori competenze, con la gestione di nuovi servizi e la progettazione e realizzazione di impianti specializzati per il trattamento e recupero dei rifiuti.

Nel 1990, AMRR cambia il suo acronimo in Amiat, Azienda Multiservizi Igiene Ambientale Torino.

Nel 1997, Amiat diventa Azienda Speciale del Comune e nel 2000 Società per Azioni.

Nell’ottobre del 2010, la Città di Torino acquisisce il completo controllo della società, portando al 100% la propria partecipazione azionaria: Amiat diventa quindi “Società per azioni con socio unico”.

Nel 2011, la Città di Torino conferisce il 100% delle quote Amiat (89.700 azioni) alla Finanziaria Città di Torino Holding Srl, la società (100% della Città di Torino), che ha lo scopo di attuare un’azione amministrativa coordinata e unitaria per organizzare società comunali partecipate in modo efficiente, efficace ed economico.

Nel dicembre 2012, la Finanziaria Città di Torino Holding Srl cede, con gara bandita dalla Città di Torino, il 49% delle quote Amiat. Le stesse vengono acquisite da Amiat V. SpA, un veicolo societario composto da Iren SpA, Iren Emilia SpA e Acea Pinerolese Industriale SpA.

A fine 2014, il Comune di Torino decide di cedere un’ulteriore quota del 31% di Amiat; Amiat V. fa valere l’opzione di acquisto, raggiungendo l’80% di proprietà dell’azienda.